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Difensore della squadra di calcio messicana
Dall'epoca del leggendario Hugo Sanchez, nessun altro giocatore ha avuto altrettanto successo fuori del Messico di Rafael Marquez. L'elegante difensore del Barcellona si è inserito senza problemi nel calcio spagnolo, sia al centro della difesa che in un ruolo di interdizione, affermandosi come il pilastro di una squadra che ha prodotto un calcio incantevole e vittorie mozzafiato. Tale successo non ha nulla di fortuito. È dotato di capacità che pochi giocatori nella sua posizione possiedono. A differenza di molti suoi colleghi mediani centrali, ricorre alla forza soltanto quando è assolutamente necessario perché preferisce ricorrere all'intelligenza e all'astuzia per rubare la palla agli attaccanti avversari. Tecnicamente perfetto, è bravo sia a portare la palla fuori dalla difesa con consumata precisione che ad annientare con freddezza i pericoli nell'area di rigore. "È un componente molto influente della squadra. È in grado di passare a centrocampo senza difficoltà e si distingue come autentico leader del gruppo", dichiara uno dei suoi più grandi ammiratori, l'allenatore del Messico Ricardo La Volpe. Ma c'è di più da scoprire in lui oltre alle sole qualità di leadership e di tecnica. Una delle critiche più forti rivolte ai calciatori messicani esportati nel corso degli anni è l'incapacità di adattarsi al calcio straniero, nonostante le capacità di cui dispongono. Molte delle recenti stelle del paese hanno tentato la fortuna in Europa, per finire di nuovo a casa nel giro di pochi mesi perché non sono riuscite ad affermarsi. Non si può affermare lo stesso di Marquez, il quale inverte la tendenza dicendo addio al campionato nazionale già da giovane. Le notevoli prestazioni alla FIFA Confederations Cup del 1999 in Messico attirano l'attenzione dei francesi del Monaco, i quali non perdono tempo a fare un'offerta che il 19enne giocatore non può rifiutare. Il giovane riscuote un immediato successo, rinsaldando rapidamente la sua posizione e intascando la vittoria del campionato francese durante la prima stagione con una squadra spettacolare che vanta campioni come Fabien Barthez, Thierry Henry e David Trezeguet. Il difensore purosangue non si guarda più indietro e diventa una delle stelle dei Rouge et Blanc durante i tre anni successivi. In nazionale esibisce lo stesso stato di forma che ha dimostrato di possedere nel campionato francese, trasformandosi rapidamente da promessa a componente chiave della squadra. I suoi progressi sono tali che Javier Aguirre lo nomina capitano della nazionale alla Coppa del Mondo FIFA 2002 di Corea/Giappone, un onore che fino a tale momento ha condiviso con il portiere Oswaldo Sanchez. Il giocatore dell'FC Barcellona è attualmente all'apice della carriera. Maturo e totalmente affidabile, ma anche capace di imprese spettacolari, ha festeggiato la vittoria del primo campionato spagnolo con la potenza catalana la scorsa stagione e ha tutte le intenzioni di confermare la propria fama di leader ispiratore della nazionale in Germania.
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